The King Of Limbs

Recensioni The King Of Limbs da Utente
Recensione : The King Of Limbs (Audio CD) L'ultimo lavoro dei Radiohead prosegue la linea elettronica intrapresa oramai una decina di anni fa; tuttavia rispetto a In Rainbows -il penultimo lavoro -il gruppo cerca soluzioni meno melodiche, lavorando di meno sulla forma canzone e di più sull'utilizzo di loop di qualsiasi strumento, dalle tastiere alle percussioni alla voce. Il disco si apre con 'In bloom', in cui tastiere e percussioni sincopate si rincorrono lungo un arpeggio; il brano gioca molto sulla batteria che va controtempo rispetto agli altri strumenti e alla voce. A circa metà pezzo ecco entrare anche altre tastiere in perfetto stile Shine on you crazy diamonds; gli altri brani proseguono più o meno su questo stile con alcune interessanti varianti: Little By Little si apre con una chitarra delicata in stile 'colonna sonora di film western'; la voce è in falsetto. Le parti di chitarra e tastiera di questi primi brani giocano molto su fraseggi ripetuti, così come fa la batteria. Dai 3 minuti fino alla fine del brano la canzone tenta di cambiare forma senza riuscirci mai veramente: ci sono piccole variazioni. Feral è il brano più strano e interessante; ha un inizio aggressivo di percussioni molto veloci che ricordano un po' il brano iniziale; quasi subito si innesta anche qualche parola cantata e pesantemente modificata dagli effetti. Le tastiere qui sono meno presenti: è la voce computerizzata lo strumento principe; verso la fine una tastiera che fa la parte del basso prende il sopravvento, prima di cedere alle sole percussioni. Il disco è abbastanza interessante, anche se aggiunge poco alla carriera della band che invece ultimamente punta soprattutto a stupire non tanto con la musica quanto con nuove forme di distribuzione dei dischi.Recensione : The King Of Limbs (Audio CD) Giudicare un album significa attenersi alla musica che è contenuta in esso e soltanto a quella; non conta nulla la politica distributiva che è stata adottata per farlo arrivare all'ascoltatore nè il passato della band che l'ha composto e registrato: guardando ai suoi trascorsi si finirebbe inevitabilmente per fare paragoni che non tengono conto del trascorrere del tempo e del maturare (nel bene o nel male) della band stessa nel corso degli anni. Dunque, cosa dire della musica di The King of Limbs? Rispondere non è facile; come già molti hanno scritto, l'album risulta composto di frammenti che giocano a toccarsi ed a sfuggirsi senza soluzione di continuità, così che non è facile distinguere questa o quella canzone e ciò che si ascolta pare un continuum di ammiccamenti sonori che si danno un istante soltanto per occultarsi l'attimo successivo. Questo sfondo sonoro inizialmente incanta, ed i Radiohead riescono a catturare i nostri sensi ed a cullarci con la loro maestria musicale. Eppure, non appena l'orecchio si abitua alle tracce che compongono King of Limbs, qualcosa viene come a mancare: il sipario del mago viene finalmente sollevato, e cosa troviamo dietro di esso? ben poco, io credo...la complessità di cui i Radiohead hanno dato prova nel passato è pressochè scomparsa, i testi si riducono a pochi versi eternamente alludenti ed eternamente ritornanti su se stessi, i riff di chitarra si scompongono fino a scomparire in un'ossatura sonora pressochè inesistente, fatta di drum machines in invariante loop e tastiere appena accennate (solo i giri di basso sembrano sfuggire alla monotonia e dare direzione alla musica, ogni tanto). Forse i Radiohead hanno composto un capolavoro, forse invece no...certo è che a chi ama il rock e la sua forma elementare, vale a dire la canzone, questo album difficilmente potrà lasciare un buon ricordo. Forse sarebbe stato meglio lasciare per un attimo i labirinti logico-formali della musica e ritornare alla musica nella sua concretezza, alla sua carnalità al tempo stesso rabbiosa e disperata...ma tra un anno o due, forse, quando le canzoni di King of Limbs si saranno stratificate nellla nostra memoria, allora potremo ascoltarle in modo diverso, e magari apprezzarle di più. Resta da vedere se tra un anno o due avremo ancora l'impulso di ascoltarle, tuttavia...e questo non è affatto detto.
Recensione : The King Of Limbs (Audio CD) Quest'album è in assoluto il peggiore dei Radiohead. Stanno soffrendo di una grave crisi creativa. Se lo ascoltate attentamente, non vi dirà nulla. Non ha un inizio e né una fine ma un continuo silenzio. I Radiohead hanno iniziato tale discesa di stile dall'album precedente, In Rainbows in cui in mezzo a qualche perla come "All I need", Go Slowly oppure Last Flowers to the Hospital troviamo molte, troppe canzoni commerciali, prodotte appunto per vendere o almeno come pensavano loro attraverso l'innovativo (ma nella pratica fallimentare) modo di vendere direttamente la loro musica. Adesso con quest'album, hanno completamente perso la loro musa ispiratrice. Le ragioni? Troppa ricerca innovativa? Sentirsi sicuri che il gregge li segua sempre per via del nome? Oppure perché volevano comporre un album assolutamente sperimentale e immortale nel tempo? Secondo me, non lo sanno neanche loro. Aristotele affermava che il senso della vita consiste nel fare ciò che si sa fare meglio. Pare che i Radiohead l'abbiano ascoltato, dimenticandosi però che ciò che si sa fare meglio, dev'essere fatto anche bene e quest'album non lo dimostra. Non chiedevo un capolavoro alla Kid A ma un bel album come Hail To The Thief, sì. La mia unica magra consolazione è la consapevolezza che la musica sta lentamente morendo (spero non completamente). Tanti gruppi si stanno perdendo nel loro cammino ma i loro fiori più belli, una volta regalati all'umanità, non potranno più appassire. Sì, i fiori perché ciò che un poeta genera dal nulla sono proprio questi. Ammiriamoli e custodiamoli per le generazioni future...