Born to Die

sabato, agosto 04, 2012 | , | Bookmark and Share

Born to Die

Born to Die

Dettaglio di Born to Die

Artista : Lana Del Rey
Editore : Polydor
Durata : 50 Minuti

Born to Die recensioni da clienti

Recensione : Born to Die Non venitemi a dire che non è un esordio fuori dal normale.... più sofisticata di Adele, incrocio riuscito tra Paris Hilton e Nico, immortalata in una copertina degna di un quadro di Hopper, ricorda i primi Goldfrapp, ma è solo un attimo, canta e scrive del suo. Iper-prodotto, gira il mondo a forza di tour, e questo la dice lunga sulla smentita che sia tutto un flop. Sapiente marketing, patinatissima inquietante lolita, finora è tutto perfetto!! Qualche cedimento di registro nel cd, ma Blue Jeans o Video Games è diffiicle pareggiarle.

Recensione : Born to Die Gli snob sicuramente faranno a gara nel crocifiggere la signorina autrice di questo delizioso disco d'esordio. Gli ingredienti in effetti ci sono tutti, a partire dalla stilosa foto di copertina - condita da labbra che destano più di un sospetto - per passare attraverso l'hype non indifferente del quale ha beneficiato (a dispetto di altri migliaia di dischi che passano inosservati), per finire con un padre-tutor multimilionario che certamente avrà spianato monti per ingraziare la figlia agli occhi dei discografici di turno.
Ma dietro non c'è del vuoto. La signorina millepose sa cantare, sa gestire la sua voce e i brani, seppur banali, non sembrano essere plastica usa e getta.
La title-track e il singolo "Video Games" mostrano una cantante/autrice sicura dei propri mezzi e delle proprie potenzialità. Due brani che basterebbero da soli a giustificare l'acquisto dell'album.
Album in verità un po' prolisso e a volte monocorde che sul finale scorre via innocuo, ma si tratta pur sempre di un disco d'esordio di una ragazza appena ventiseienne.
Non è non sarà la nuova Winehuose e neppure un clone di Adele. Non c'è jazz, non ci sono vocalizzi da strapazzo, ma soltanto dodici (quindici nella versione deluxe) canzoni pop con lievi innervature soul, hip-hop e trip-hop porte con garbo, gusto e misura. Da apprezzare!

Recensione : Born to Die E' bastato un singolo per farla conoscere velocemente in tutto il mondo.
La giovanissima cantante il cui nome è un omaggio a Lana Turner, (questo è il suo secondo lavoro) sforna un bel disco, melanconico languido e decadente. Alcuni l'hanno già definita la nuova Adele, niente di più sbagliato. La voce di Adele è potente mentre quella delle Lana è asservita alla musica e con lei si fonde.
Diet mountain dew è una sorta di rap cantato in un modo veramente retrò, National anthem sempre un brano alla Eminem per intenderci e poi Dark paradise sicuramente il terzo singolo veramente bello.
L'edizione speciale include in più : Without you, Lolita, e lucky ones.
Ascoltatelo. Profondo, triste e sincero.